Nella scelta dei test da utilizzare la letteratura ci indica i criteri essenziali che deve possedere un test di valutazione (Impellizzeri, Marcora 2009). Essi sono:

  • Il modello concettuale, cioè la definizione di cosa valutare in riferimento principalmente al modello di prestazione
  • La Ripetibilità
  • La validità
  • La sensibilità ai cambiamenti indotti dall’allenamento
  • L’interpretabilità
  • La fattibilità
  • L’eventuale possibilità di usare forme alternative (es. versioni brevi)
  • Gli adattamenti culturali

Come risulta evidente siamo davanti a diverse caratteristiche e il rischio è quello di scegliere dei test o dei protocolli che ci danno informazioni parziali, insufficienti o inutili rispetto a quello che il tecnico va a ricercare.

Negli sport di durata esistono numerosi sistemi di valutazione che per semplicità possiamo classificare in:

  • Test generici con i quali si vanno ad indagare le determinanti fisiche/fisiologiche dell’atleta quali, a titolo esemplificativo, il costo energetico, le soglie lattacide, il massimo consumo di ossigeno la relazione forza/velocità ecc…

Sono esempi di questa categoria il test incrementale, il test di Mader, il test potenza velocità, il critical power test, i protocolli per l’individuazione della FTP, soglie, maxlass

  • Test specifici che sono delle misure integrate della prestazione e tipicamente si eseguono tramite prove cronometrate (time trial). Ne sono esempi il test sui 3000 mt di corsa, il test di Cooper, le gare di verifica ecc…

Tutti i test generici sono soggetti ad un errore di misura dovuto alla strumentazione, alla collaborazione dell’atleta, all’esperienza e alla perizia dell’operatore, e di questo bisogna sempre tener conto quando si vanno a valutare le variazioni nel tempo dei risultati dei vari test.

Accanto alla valutazione funzionale propriamente detta è fondamentale procedere ad indagare anche i valori legati alla composizione corporea in quanto, negli sport di endurance risulta essenziale l’ottimizzazione del rapporto peso/potenza e di altre caratteristiche importanti quali la quantità di massa muscolare, lo stato di idratazione, i processi infiammatori e altro. Noi utilizziamo una BIA multifrequenza e, di conseguenza, multicompartimentale, che ci consente di valutare in maniera accurata oltre alla massa grassa e magra, anche la massa muscolare, il tipo di grasso, l’idratazione, la massa ossea.

La scelta del protocollo di valutazione verrà definita dal preparatore e personalizzata in base alle necessità dell’atleta quali specialità, tipo di gara, esperienza e altro.

A titolo di esempio per il ciclista granfondista o il corridore di lunghe e lunghissime distanze risulta fondamentale una valutazione attenta della curva del lattato soprattutto alle intensità pienamente aerobiche, sotto soglia, in modo da consentire uno sviluppo ottimale del metabolismo dei grassi e dell’economia del gesto. Per un/una atleta di questo genere un protocollo di valutazione completo potrebbe prevedere:

  • Valutazione della curva lattato/prestazione ad intensità submassimale
  • Valutazione dell’efficienza del gesto tecnico tramite test potenza/velocità o test di Bosco per i runner
  • Valutazione della composizione corporea tramite BIA

Per chi gareggia su distanze inferiori (circuiti su strada, xc nella mtb, sci di fondo, corsa fino a 60’ di gara e su percorsi vari) risultano più interessanti altre valutazioni come l’ottimizzazione del gesto tecnico, l’indagine delle caratteristiche neuromuscolari, la capacità di recupero degli sforzi lattacidi. Per un/una atleta di questo genere un protocollo di valutazione potrebbe essere costituito da:

  • Test incrementale ad esaurimento per determinare i ritmi di allenamento, esplorare le capacità di lavoro massimali ed eventualmente valutare le capacità di smaltimento del lattato accumulato
  • Test potenza/velocità o test di Bosco per i runner per ottimizzare l’efficienza del gesto
  • Test di forza massimale generale e specifico tramite accelerometro per personalizzare i carichi di lavoro con i sovraccarichi
  • Valutazione della composizione corporea tramite BIA

In ogni caso è interessante notare come i dati risultanti dai test che indagano le caratteristiche fisiologiche/condizionali, risultano molto più interessanti per personalizzare le intensità, individuare punti di debolezza e definire i punti chiave della programmazione dell’allenamento piuttosto che valutare gli effetti dello stesso e lo stato di forma dell’atleta.

Come abbiamo visto si tratta di un settore complesso, spesso eccessivamente semplificato, che necessità della professionalità ed esperienza del tecnico oltre che della disponibilità di strumentazione valida ed affidabile.

Siamo a disposizione per qualsiasi domanda relativa ai test di valutazione e nel prossimo articolo parleremo di alcuni esempi di utilizzo dei dati per personalizzare l’allenamento, dalla singola seduta, al ciclo settimanale agli obiettivi stagionali.

A presto

Alessandro Bolzan

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